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Moratti: "Bello quanto mi è successo nel mondo del calcio, ma non ho ambizione di tornare. Avrei voluto Totti"

di Christian Liotta
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Il quotidiano veronese L'Arena ha raggiunto l'ex presidente dell'Inter Massimo Moratti in vista della partita contro l'Hellas Verona. Ricordi dell'infanzia vissuta nel Veronese, ma anche tante altre tematiche toccate, partendo dai suoi miti nerazzurri e non: "L’Inter è fatta di mito e di miti che mi hanno accompagnato fin dall’infanzia. Ma questo penso sia scontato per me. E quindi, lasciando stare loro, penso a Totti. Francesco per me è un mito. Cioè un giocatore che, per qualità, avrei voluto vedere anche nella mia squadra".

Quali sono i suoi modelli di perfetto manager sportivo?
"Mio padre li ha offuscati tutti, questo penso sia normale. Ma negli anni ho avuto modo di conoscere e confrontarmi. Penso ad Alex Ferguson, che ha segnato un’epoca al Manchester United. Un dirigente a tutto tondo. Uscendo dal calcio, i primi che posso citare sono Julio Velasco e Phil Jackson. Innovatori, uomini sopra tutto. Persone capaci di segnare un epoca con il loro modo di approcciare lo sport. Poi, io ho avuto due ottime esperienze personali con José Mourinho e Roberto Mancini".

Il rapporto con suo padre?
"Tentare di vincere, o fare meglio, di chi ti ha preceduto può essere peso insormontabile. Provo a fare una valutazione che va al di là dell’affetto. Mio padre è stato fantastico. Un dirigente sportivo diventato personaggio, non solo per le vittorie ottenute. Per questo, ancora oggi, faccio fatica a valutare senza comparazioni chi è venuto dopo di lui".

 Presidente, ma non le manca il mondo che ha lasciato?
"Mi fa molto piacere tutto quello che è successo perché è stato molto bello. Molto appassionante e affettuoso. Ma non ho ambizione di tornare nella maniera più assoluta.


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