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Da fenomeni a bidoni, il passo è breve

di Simone Togna
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Nei tornei Nazionali l’Inter ha perso solo due partite. Una in campionato contro la Juventus e una in Coppa Italia contro il Napoli. Ed ecco che dopo la sconfitta contro i partenopei, gli stessi tifosi nerazzurri, addirittura quasi di più di quelli avversari e in parte anche dei media stessi, pronti a criticare aspramente i nerazzurri. Come se non aspettassero altro.

La partita contro i campani è stata una delle più brutte e noiose che abbia visto. Non parlo solo della stagione in corso, ma proprio di tutta la vita mia. Credo che i calciatori della Beneamata abbiano sbagliato (ancora dopo il Derby) l’approccio al match e non abbiano giocato col coltello tra i denti. Prerogativa fondamentale di chi non ha ancora vinto nulla.

Ma sono anche convinto del fatto che si tratti solo una gara. Una sorta di primo tempo di un mach totale di 180 minuti complessi in cui i nerazzurri possono ancora recuperare. Certo, dovranno disputare una partita totalmente diversa da quella di San Siro, su un campo ostico per storia e tradizione. Ma per quello che si è visto in questa annata – e l’1-3 stagionale in Serie A lo conferma – l’Inter può ribaltare il risultato e conquistarsi una finale che sarebbe preziosissima.

Sinceramente se la semifinale di mercoledì sera fosse terminata 0-0 non ci sarebbe stato nulla da dire. Bravo a Ruiz a trovare un gran bel gol, ma per il resto non parlatemi di superiorità di una o dell’altra squadra. Quindi complimenti allo spagnolo per il gol e ai campani per aver espugnato il Meazza, però non esageriamo con giudizi troppo negativi sulla stagione nerazzurra. Li accetto sulla singola partita, ma non su tutta l’annata.

D’altra parte si arriva da un Derby vinto in rimonta e sotto di due gol. Un qualcosa che non accadeva dal millennio scorso. Certo, anche contro il Milan possono emergere delle valutazioni negative: a mio avviso ci sono 2-3-4 spanne di differenza tra le due compagini e non esiste rischiare di perdere o pareggiare una partita di questo prestigio quando i livelli di forza sono così difformi. Ma c’è anche il lato della medaglia di un’Inter tecnicamente dotata: il gol di Brozovic lo segna il croato, non gli avversari tesserati del Diavolo, proprio perché lui e non gli altri che hanno concluso a rete un bel po' di volte nel primo tempo, è in grado di realizzare certe prodezze. E in rosa ora c’è un giocatore come Eriksen, che dopo anni e anni di buoi assoluto, renderà la Beneamata pericolosa anche sulle punizioni dirette. Per non parlare dell’aggancio al primo posto in graduatoria.
I giocatori dell’Inter non erano dei Fenomeni dopo il 4-2 di domenica, ma non sono neppure diventati improvvisamente dei bidoni, per non dire di peggio, dopo la seconda sconfitta stagionale nelle competizioni Nazionali.

So che è bello sfogarsi, magari togliersi qualche sassolino dalla scarpa e prendersela con questo o con quel giocatore. Ma tempo al tempo. Sensi tra settembre e ottobre veniva descritto come un mix perfetto tra Iniesta e Xavi, mentre oggi taluni mettono pure in dubbio che possa essere da top club. L’anno scorso quando sostenevo che Lautaro fosse molto più forte di Piątek la gente rideva a crepapelle. 
Calma! Anche perché se ci fosse ancora benzina e voglia di fare – e mi stupirei del contrario, proprio perché so per certo che ci siano – l’Inter potrebbe ancora fare benissimo. E far vivere un sogno ai propri tifosi.

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