Procede a step graduali l'adattamento al Paris Saint-Germain di Mauro Icardi, che piano piano sta cercando di guadagnarsi le luci della ribalta in mezzo alle numerose stelle che brillano al Parco dei Principi.  "Conoscevo già alcuni giocatori al mio arrivo in Francia, questo ha reso le cose più facili - racconta Maurito a Le Figaro -. Ho avuto una conversazione al telefono con Marco (Verratti ndr) prima del mio arrivo. Mi ha dato una mano per l'inserimento, ho un buon feeling con lui fuori e dentro il campo. Ho anche viaggiato a Lione con Kylian (Mbappé per OL-PSG ndr). La verità è che questo gruppo di giocatori è davvero eccellente. Molti parlano italiano e spagnolo, ci capiamo. Mi sento molto bene dal mio primo giorno qui. Sono rimasto sorpreso anche dall'accoglienza del Parc des Princes. Dal mio primo allenamento, i fan mi hanno mostrato molto affetto. Non me l'aspettavo". 

Neymar, Mbappé, Di Maria Cavani: l'attacco del Psg è ricco. Che impressione hai dei tuoi compagni di squadra?
"Sono tutti giocatori di altissimo livello - dice l'ex capitano dell'Inter -. Sul campo sono molto, molto forti. E' un piacere di giocare tra molti fuoriclasse. Possono fare la differenza in qualsiasi momento, anche negli ultimi minuti, come ha fatto Neymar contro Strasburgo e Lione". 

Cosa vuole da te Thomas Tuchel?
"Che segni gol (ride ndr)! Il mio ruolo è lo stesso di quello che avevo all'Inter: segnare. Questo è ciò che conta di più per un attaccante. Sono fortunato che l'allenatore mi fa giocare. Ho un ottimo rapporto con lui sin dal primo giorno. E' molto vicino ai suoi giocatori, gli piace scherzare e parlare. Sta a me dimostrare che posso essere all'altezza di una squadra come il PSG".

Hai in testa un numero di gol in questa stagione?
"Non mi piace per annunciare una cifra precisa. Spero solo di continuare il mio trend negli ultimi anni (124 gol in 219 partite con l'Inter). Voglio segnare, ovviamente, ma soprattutto essere decisivo in partite importanti". 

Come ti poni di fronte alla concorrenza di Edinson Cavani?
"È una competizione sana e positiva. "Edi" era infortunato, così ho giocato io ultimamente. Al suo ritorno, sarà l'allenatore a scegliere chi merita di giocare in base alle nostre caratteristiche. Io ho un ottimo rapporto con "Edi", non c'è rivalità".

La vita calcistica è più tranquilla a Parigi rispetto a quella milanese?
"Sono abituato alla pressione, in Argentina e in Italia. Qui abbiamo avuto la possibilità di vincere un sacco di partite finora, e quando si vince, tutto va sempre bene. In Italia, è stato creato un circolo vizioso con parte della stampa, e abbiamo finito per parlare un po' troppo di tutto ciò che mi riguardava. Questo non è il caso di Parigi". 

Come vedi il tuo futuro?
"Sono al Psg in questa stagione e il mio obiettivo è quello di dare il meglio per questa maglia. Alla fine del campionato, intorno a maggio o giugno, vedremo cosa succede. È ancora troppo presto per dire qualcosa. Voglio godermi questa stagione, segnare e vincere con il Psg".

La tua famiglia ora condivide la sua vita quotidiana tra Parigi e Milano. Come ti organizzi?
"Per ora, sono ancora in hotel, ma ho iniziato a cercare una casa per la mia famiglia. A Milano viviamo a San Siro. Stiamo costruendo una nuova casa (davanti alla sede dell'Inter) per dopo, quando non sarò più un giocatore. Milano è una città bellissima, un po' più piccola di Parigi, che è altrettanto bella a modo suo. Non ho avuto troppo tempo per visitare la città. Ho visto la Torre Eiffel e l'Arco di Trionfo. Conoscerò meglio la capitale. Sono un ragazzo tranquillo. Mi piace essere a casa appena posso". 

Sezione: Focus / Data: Mer 16 ottobre 2019 alle 20:12
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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