Marotta: "Addio Juve? Si è aperto un portone. Icardi deve consacrarsi"

di Christian Liotta
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Nel corso dell'intervista rilasciata a Il Secolo XIX, Beppe Marotta è anche tornato sul divorzio tra lui e la Juventus non nascondendo la propria amarezza per la fine di un rapporto lungo e vincente: "Era arrivato il momento di cambiare. Con me sono cresciuti manager che dovevano ormai prendersi delle responsabilità e la società ha deciso un cambio generazionale. Certo, si poteva gestire meglio il cambiamento. Però citerò Nelson Mandela che diceva: nella vita non perdi mai, o vinci o impari. Nel mio caso poi si è chiusa una porta e si è aperto un portone".

Marotta ha anche dedicato una battuta a Mauro Icardi: "È un talento, un talento che deve ancora consacrarsi come campione. Oggi ha 25 anni e deve mettere a punto tutte le esperienze, anche quotidiane, per crescere". L'ad nerazzurro ha poi parlato della possibilità per i club di provincia di tornare a imporsi e a vincere: "E' utopia. Una volta c'era il calcio dei mecenati, ora il calcio è business. Come tale, risponde ai numeri e i numeri dicono che i bilanci delle big sono irraggiungibili. Genoa e Sampdoria stanno facendo benissimo perché il trading dei calciatori e l'unica cosa che possono fare. La vendita di Krzsystof Piatek ha fruttato al Genoa 40 milioni di euro, quasi quanto il fatturato di un anno del club".

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