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Conte vs. società, lo spazio per ricucire c'è. Ma il tecnico nerazzurro pone quattro condizioni insindacabili

di Christian Liotta
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È ancora il Corriere della Sera ad analizzare a fondo le parole del post-Atalanta di Antonio Conte, provando a spiegare quelle che sono le tematiche al centro della lunga filippica contro la società successiva al successo di Bergamo e soprattutto quelle che sono le richieste, a tratti insindacabili, alla dirigenza per ricucire questo strappo in tempo utile: "L’allenatore rimprovera alla società di non averlo protetto a livello mediatico, soprattutto quando si parlava di scudetto e si ingeneravano false aspettative. Conte fin da subito sapeva che la rosa non era al livello di quella della Juventus. Il tecnico ha subito attacchi e si è sentito solo. È stato messo in discussione il suo rapporto di fiducia con la squadra, il gruppo però lo ha sempre seguito, come dimostrano i risultati sul campo. Un altro attacco è rivolto alla costruzione della squadra, con riferimento a Romelu Lukaku. La società non si decideva a chiudere l’acquisto del belga che alla prima stagione in nerazzurro ha segnato 29 reti. Ha rischiato di perdere il centravanti, perché se Paulo Dybala avesse detto sì al Manchester United, Lukaku sarebbe finito alla Juventus. Quando qualche tempo fa parlava di 'pacchetto preconfezionato' intendeva dire che gli è stato subito chiesto di mandar via Mauro Icardi, Ivan Perisic e Radja Nainggolan. Gli erano state fatte delle promesse, leggi alla voce Arturo Vidal, non mantenute. In generale i profili cercati dall’Inter non corrispondevano a quelli indicati da Conte".

Nel riferimento a Steven Zhang, invece, c'è una doppia valenza: "Avere un rapporto diretto con il numero uno nerazzurro per fargli capire qual è la situazione e chiedergli di stare più vicino alla squadra visto che il giovane presidente è da mesi in Cina. Conte non si dimetterà, di certo non prima della conclusione dell’Europa League e difficilmente lo farà anche dopo. Non solo perché ha un contratto da 12 milioni netti a stagione fino al 2022. L’allenatore è convinto che se arriveranno gli uomini giusti si potrà insidiare la Juventus. La società non lo manderà via. Non può per ragioni economiche e non vuole, perché alla prima stagione Conte ha eguagliato l’Inter del Triplete di José Mourinho, ha terminato al secondo posto e chiuso a un solo punto dalla Juventus, mentre l’anno passato finì a -21 dai bianconeri. C’è lo spazio per ricucire dopo lo strappo di Bergamo? C’è, ma devono cambiare certi atteggiamenti della dirigenza nei confronti del tecnico che chiede di indicare chiaramente gli obiettivi, di condurre un mercato senza proporre giocatori al ribasso, di avere una struttura dentro e fuori dal campo che remi dalla stessa parte e di mettere da parte i personalismi".

VIDEO - SPALLETTI '17/'18, ECCO LA CONFERENZA A CUI FA RIFERIMENTO CONTE

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Domenica 09 agosto 2020
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