Le parole usate ieri in conferenza da Antonio Conte hanno chiarito il concetto: su alcune piste (sia in entrata che in uscita) l'Inter è in ritardo e serve urgentemente un cambio di passo da parte della dirigenza. "In questa storia c’è un tecnico impaziente ma ancor di più per nulla interessato a fare brutte figure - si legge sull'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport -, seppur di luglio, seppur in amichevole, ma pur sempre di fronte ad avversari di livello e dentro partite televiste in tutto il mondo. C’è una dirigenza, nel nome di Beppe Marotta, che conosce alla perfezione il carattere del suo allenatore. E che però non cambia i tempi di marcia della sua strada: nulla nel mercato è prevedibile, semmai è solo auspicabile. Terzo, ma non ultimo in ordine di importanza: qui c’è un gruppo, Suning, che balla tra la voglia di rendere grande e pure in fretta l’Inter, che ha le capacità finanziarie per non porsi limiti, ma che allo stesso tempo ha la testa ben fissa sul paletto dei fair play finanziario. E’ un regola, non un vezzo. E dentro questa regola vuole stare l’Inter, non scegliendo di battere strade che altri club – neppure troppo distanti geograficamente – hanno deciso di percorrere in passato".

Logico pensare come l’uragano-Conte abbia in qualche modo lasciato il segno anche dentro la stessa Inter. "E allora non è un caso che ieri sera il tecnico abbia gustato una cena di pesce con i dirigenti del club presenti a Singapore - riporta ancora la rosea -. La serata è servita per abbassare la tensione dopo un pomeriggio agitato. Conte è stato messo nuovamente al corrente delle difficoltà per Lukaku – a maggior ragione senza una cessione di Icardi –, ma la società ha confermato gli impegni presi. E l’ha rassicurato sul valore relativo delle prossime tre partite. E’ stato, di fatto, l’anticipo di un vertice che ci sarà lunedì a Nanchino, tra il presidente Steven Zhang, l’a.d. Beppe Marotta, il d.s. Piero Ausilio e il tecnico Antonio Conte, prima della cena con il patron Zhang Jindong. E sì, si parlerà di mercato. Di centravanti e di cessioni, di Lukaku e di Icardi. Magari sarà l’acceleratore che invoca l’allenatore, che ieri ha riportato alla mente di molti i suoi sfoghi juventini, ma pure quelli in epoche diverse di José Mourinho e Luciano Spalletti".

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Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 20 luglio 2019 alle 08:15
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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