Lunga intervista per Luciano Spalletti a "La Partita Perfetta", in onda su Sportitalia​, dove il tecnico della Roma, molto vicino a prendersi la panchina dell'Inter, ha raccontato il suo credo calcistico e il modo in cui ha vissuto la stagione appena passata. "Io sono venuto perché la Roma era in un brutto periodo e ho cercato di ricreare i presupposti che deve avere la Roma. Non abbiamo vinto, ma chi vuol intendere il secondo posto come una sconfitta deve sapere che abbiamo lavorato tantissimi anni per raggiungere la 'sconfitta' di ieri". 

Immancabile la domanda su Francesco Totti: "Per fortuna abbiamo vinto ieri. Ma come fai a far venire una festa così con un risultato diverso? Sarebbe stato un dispiacere. Meno male. Io il sentimento per Totti l'ho subito. Me lo ricordano tutti. Ieri mi è stato presentato un conto, io da allenatore devo fare delle scelte e così come viene usato da voi lui viene usato da me per dare degli stimoli alla squadra. Lui non ha subito l'esaltazione perché se l'è guadagnata sul campo. E' stato campione anche nella Roma in cui c'erano tanti altri campioni. Noi quest'anno abbiamo lavorato su quel che è stato il “contenuto” di Totti. Io fino a ieri all'ora di pranzo, dopo aver comprato quaranta biglietti da regalare, ho avuto richieste di amici e tifosi di altre squadre che volevano venire alla partita. Il suo futuro? A Francesco va fatto fare il vice-presidente. Credo che anche lui abbia l'idea che lo gratificherebbe. Parlando con lui, questo incarico gli farebbe piacere ed è giusto per la sua storia e la figura che ha".

L'allenatore toscano si è focalizzato anche sull'aspetto comunicativo del suo lavoro: "Le conferenze stampa sono importanti. Si mandano dei segnali che lo spogliatoio assorbe. La mia prossima sarà importantissima - dice sorridendo alla telecamera - perché vi dirò che siamo in Champions".

Non manca l'analisi tattica di quel che il tecnico ha fatto una volta subentrato a Rudi Garcia: "A me piace il 4-2-3-1 ma poi bisogna conoscere il materiale a disposizione. Subentrando devi essere bravo a fare questo. Valuti la condizione generale, le qualità dei giocatori e avendoci a che fare vanno considerate altre cose, ad esempio la condizione mentale del giocatore, perché c'è da fare subito risultato".

Spalletti ha parlato anche di uno dei suoi collaboratori più stretti: "Simone Beccaccioli è importante perché è una persona squisita e poi perché è quello che ci fa tutto a livello video. Ai giocatori faccio vedere filmati per un tempo di 20'. Ne facciamo due: sulle palle inattive e sulle tattiche di squadra, ovviamente degli avversari. Serve per prendere qualche vantaggio. Poi al martedì facciamo vedere qualcosa della nostra prestazione precedente. Non uso i droni, mi viene l'ansia che possano cadere. Con le telecamere basse riesco già a vedere tutto dall'alto".

Riguardo alla preparazione e all'importanza della stessa, Spalletti ha parlato delle difficoltà avute dalla sua linea difensiva: "Abbiamo avuto quel ritardo di non aver potuto lavorare con tutta la linea difensiva durante la preparazione estiva. In quei venti giorni bisogna lavorare e recuperare. Nei recuperi stai in campo a fare quelle cose particolari che servono per arrivare alla compattezza di reparto, ma io avevo solo Manolas. Perdi quei giorni di lavoro che poi non recuperi, soprattutto se hai tante gare infrasettimanali".

Infine un rimpianto: "Il mio più grande è non aver vinto mai il campionato", dice ancora l'allenatore

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 29 maggio 2017 alle 23:22
Autore: Mattia Todisco
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