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Nainggolan: "Non avrei esultato in caso di gol, ho lasciato tanti amici. Lo Scudetto? Se vince l'Inter non vince la Juve"

di Christian Liotta
Fonte: Dall'inviata Egle Patanè
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Radja Nainggolan arriva nella zona mista di San Siro per commentare la pesante sconfitta del suo Cagliari contro l'Inter. Queste le sue parole raccolte dall'inviata di FcInterNews.it:

Il gol all'inizio ha condizionato la partita?
"Sì, ultimamente è la nostra difficoltà. Se le cose vanno così è difficile uscirne a testa alta. Siamo uomini, bisogna dire le cose in faccia: quando le cose vanno così bisogna essere più perfetti possibile. Dobbiamo essere più equilibrati, sul pezzo; penso che ognuno di noi lo sappia. Ora ci concentriamo sul Brescia, vedendo le cose positive: essere sesti alla fine del girone di andata penso sia una bella cosa, nel ritorno dobbiamo fare meglio di quanto abbiamo fatto".

Com'è andato il tuo ritorno a San Siro? Perché secondo te l'Inter non si riprende Nainggolan?
"Coi prestiti di un anno non si può decidere di tornare domani... L'Inter sta bene, io anche, vedremo come finirà. Sono concentrato sul Cagliari, sto facendo un campionato importante per il Cagliari, ma sono felice per quello che sta facendo l'Inter. L'affetto dei tifosi fa sempre piacere, vuol dire che qualcosa di buono ho lasciato".

C'è un po' di rammarico per non poter dare il tuo contributo qui?
"Non faccio il mercato, faccio il giocatore. Sono convinto delle mie qualità, qui potevo starci ma la società ha fatto altre scelte e io le ho accettate. Sono un uomo, quando non mi vogliono non sto lì a piangermi addosso. Voglio giocare e divertirmi ancora, la scelta è stata fatta da entrambe le parti".

Hai chiarito con Conte anche per il futuro?
"Con lui non ho mai avuto problemi, mi ha sempre detto le cose in faccia e io ho sempre detto quello che pensavo. Siamo uomini, quando le cose vengono dette io lo apprezzo. Lui con me è stato uomo, non si può dire lo stesso di altri. Questa è la vita".

FcIN - Sei stato un po' l'anima del Cagliari nel girone di andata, ora la squadra pare essersi fermata. Cosa serve per ritrovare quella grinta? Questa sera sembravate un po' demotivati...
"Non è essere demotivati, quando prendi gol dopo 20 secondi è difficile uscirne fuori. Noi non siamo l'Inter, la Juve, la Lazio con la quale abbiamo fatto la miglior prestazione. Stiamo facendo un campionato importante ma non possiamo pensare di vincere tutte le partite. Questo momento doveva arrivare, magari non in questo modo. Se ne usciamo prima possibile possiamo riprendere quel discorso e continuare a divertirci, ma dobbiamo farlo prima possibile.

FcIN - Quanto ti sarebbe piaciuto segnare qui a San Siro?
"Non avrei esultato, ho lasciato tanti amici e sono stato bene con tutti. A fine gara abbiamo riso un po' e io ho detto che è andata bene a Samir perché se no sarebbe diventato la mia vittima preferita. Sono sempre stato bene con tutti, non ho mai creato problemi nello spogliatoio. Questo lo so io e i miei ex compagni".

Inter da Scudetto?
"Io tifo sempre per i miei compagni, se vince l'Inter poi non vince la Juve quindi sarei contento". 

Tornando sulla situazione del Cagliari.
"Dobbiamo pensare a uscire da questa situazione, dobbiamo farlo come gruppo. La gente ci deve stare dietro, perché il Cagliari sesto dopo il girone d'andata non si vede da tanto, quindi dobbiamo stare tutti sulla stessa barca e uscirne tutti insieme".

Ti saresti aspettato tempo fa di perdere cinque partite di fila in questo modo?
"No, magari non con questi gol, però ci stiamo mettendo in difficoltà da soli. Non possiamo prendere gol come li prendiamo. All'inizio dell'anno, quando le cose andavano bene, i risultati portavano risultati. Quando le cose vanno un po' peggio, però, ci facciamo autogol e diventa difficile uscirne. Quando arrivano i risultati puoi fare miracoli, se non sono quelli i momenti bisogna essere più perfetti possibile. Oggi non è stata una prestazione ottima, ma abbiamo ritrovato il gol e creato qualche occasione, Bisogna ripartire da questo e andare a Brescia dimostrando di essere la squadra da sesto posto".

Da capitano, cosa puoi dire ai compagni e all'ambiente?
"All'ambiente niente, ci son stati dietro fino a ora e sarebbe un peccato se avessero dei dubbi. Un momento di calo poteva arrivare, ma dobbiamo uscire anche con la loro spinta. Tocca a noi trasformare le critiche in applausi". 

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