Elliott non venderà il Milan. Intervistato da affaritaliani.it, un rappresentante del fondo ha negato l'ipotesi di una vendita del club rossonero dopo aver ricevuto l'ok dal Comune di Milano per il progetto sul nuovo stadio con l'Inter.

Il Milan e l'Inter hanno assicurato che non esiste una opzione Sesto San Giovanni. Perché? Che cosa impedirebbe ai club di andare a Milanosesto? È indubbiamente strano che alcune settimane fa la proprietà dell'enorme progetto alle porte di Milano si sia detta disponibile ad ospitare il nuovo stadio se non si fosse raggiunto l'accordo sul Meazza. Di più: non è irrilevante che l'area di Milanosesto e quella del Trotto (l'area vicino a San Siro) siano dello stesso fondo, ovvero Hines. 
"L'unica opzione ad oggi sul tavolo è quella di poter realizzare un nuovo San Siro a San Siro e su questa si è basata la proposta di fattibilità e la richiesta avanzata al Comune di Milano. I club non hanno un altro progetto altrove".

Presa per buona la parola dei club dell'inesistenza di un piano B rispetto a San Siro, se il consiglio comunale dovesse bocciare un nuovo Meazza che cosa farebbero? Si terrebbero San Siro così come è? 
"Se la giunta comunale non dovesse riconoscere il pubblico interesse alla proposta dei club l’opzione San Siro smetterà di esistere fin dal suo primo passo procedurale. Qualora dovesse verificarsi tale situazione, e solo allora, i club definiranno passi successivi, fermo restando l'esigenza di dotarsi di uno stadio in linea con i top club coi quali competono. Status quo e ristrutturazione non sono strade percorribili".

Se il consiglio comunale dovesse approvare e la Sovrintendenza vincolare quale sarebbe la scelta dei club? Esiste una opzione di coesistenza del vecchio Meazza, magari destinato ad altro? E se ci fosse una coesistenza: chi pagherebbe le spese di ristrutturazione necessarie per la messa in sicurezza dell’attuale stadio? 
"I club hanno fatto una proposta chiara e precisa. Se si vorrà dire di no – anche solo in parte a questa domanda – i club valuteranno il da farsi. Massima disponibilità con tutti a migliorare il progetto ma non a stravolgerlo nei suoi fondamentali".

Questione proprietà. Il Comune è proprietario delle aree su cui sorge lo stadio e dello stadio stesso, che ha dato in gestione a una società mista Milan/Inter. Il nuovo stadio di chi sarebbe? O meglio: in quale bilancio finirebbe? Tra gli asset del Comune o tra gli asset delle due società? Oppure si tratterebbe di un diritto di superficie di 99 anni che poi – come avviene con l’edilizia convenzionata – viene riscattato praticamente in automatico e che entra nei bilanci dei club? 
"Una precisazione iniziale: oggi lo stadio Meazza non è "dato in gestione" ai club, ma è loro affidato in regime di concessione fino al 2030, con possibilità di disdetta con preavviso di due anni. Nel merito della domanda, anche la proposta di fattibilità per la riqualificazione dell'ambito San Siro che i club hanno presentato al Comune di Milano si basa sul presupposto di concessione. Qualora la proposta dei club fosse approvata in via definitiva, dopo i diversi step previsti dalla procedura della Legge Stadi e i Club vincessero la gara pubblica che dovrà essere indetta dal Comune, oggetto del rapporto sarà sempre una concessione, per la quale dovrà essere siglata una nuova convenzione tra le squadre e il Comune di Milano. La proposta di fattibilità avanzata ipotizza una concessione, con costituzione di diritto di superficie, per 90 (non 99) anni, allo scadere dei quali sia lo stadio sia il distretto multifunzionale saranno riconsegnati al Comune nella piena efficienza e funzionalità".

Esiste una opzione che prevede un nuovo stadio senza nessun tipo di edificazione intorno? Se no: quali sono i vantaggi della città da una edificazione dell’intera area? Quali gli edifici pubblici (e dunque di proprietà del Comune) che verranno edificati? 
"Il progetto presentato al Comune di Milano prevede sia la realizzazione dello stadio sia di un distretto multifunzionale, così come previsto dalla Legge Stadi, necessario a garantire la sostenibilità economica e a raggiungere l'obiettivo di riqualificare l’intera area di San Siro. La definizione del mix di attività potrà avvenire solo a valle del pubblico interesse e si svolgerà nel dialogo procedurale con le istituzioni".

Il fondo Elliott prevede di mettere in vendita la società dopo aver incassato l'ok al nuovo stadio e all’edificazione oppure intende monetizzare l’investimento fatto? 
"Assolutamente no".

Questione comunicazione: quanti di quelli che hanno risposto ai sondaggi di Milan e Inter sono di Milano? I tifosi non sempre sono cittadini, e San Siro è un bene dei cittadini prima che dei tifosi. Si può avere una suddivisione su base geografica dei voti positivi ai sondaggi? Quale metodologia è stata adottata? Quale il campione? 
"Gli utenti non sono sottoposti a registrazione sul sito ma interagiscono con la survey come utenti anonimi. Il 31% degli utenti che ha interagito con la survey è di Milano".

Sezione: News / Data: Sab 19 ottobre 2019 alle 13:42
Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DaniAlfieri
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