L'obiettivo di Carlo Tavecchio di riformare i campionati professionistici è destinato a evaporare. Lo afferma Fulvio Bianchi de La Repubblica: "Un altro anno è stato perso. Il presidente federale non può imporsi, sono le Leghe che poi devono votare, e quella di A non ne vuole sapere di scendere da 20 a 18 squadre. Per tanti motivi: ai club medio-piccoli fanno gola i soldi dei diritti tv (e dal 2018 sperano di prendere di più con la riforma della legge Melandri) e i soldi del paracadute (per chi retrocede). I club maggiori, o almeno alcuni di loro, guardano invece ai soldi della Champions League che cambierà dal 2018 o della Superlega europea, il cui progetto non è per nulla tramontato. Inoltre Maurizio Beretta, presidente della Lega A, è stato molto chiaro nei giorni scorsi: per lui si può parlare di una A a 18 ma solo a condizione che sia prevista una retrocessione diretta e un'altra, eventuale, ai playoff. In questo caso sarebbe una Serie A stile Nba, a numero (quasi) chiuso. (...) Tocca a Tavecchio quindi mettere le Leghe (anche quella di D) e le componenti intorno ad un tavolo: ma lo farà? Ha la forza di farlo? Le parole le porta via il vento: ci vogliano i fatti. Inutili gli ultimatum". 

Sezione: News / Data: Dom 29 maggio 2016 alle 20:29
Autore: Redazione FcInterNews.it
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