Mancini ct, i genitori: "Avesse detto sì alla Juve avrebbe giocato tanti anni in azzurro. Ora punti su Balotelli"

di Alessandro Cavasinni
Fonte: Corriere dello Sport
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"Mi sono commossa, non mi aspettavo tanta riconoscenza e tanto amore. Voleva l’Italia e ha avuto l’Italia, penso che Roberto volesse ringraziare soprattutto il padre". Lo racconta signora Marianna, la madre di Roberto Mancini, al Corriere dello Sport. "Sì, è stato tutto merito di mio marito. Aldo, che aveva e ha ancora, la passione del calcio e soprattutto del calcio giovanile. Era riuscito a intuire che nostro figlio aveva del talento, è stato lui a spingerlo e ad aiutarlo, Roberto lo sa. Dopo la presentazione in Nazionale, ha telefonato proprio a lui". 

Mancini ha sempre avuto un rapporto tormentato con la Nazionale: giocava all’epoca di Baggio e non era entrato nel giro dei grandi club, quelli che comandavano anche in azzurro. La mamma, ovviamente, difende Roberto dalle accuse di quell’epoca. "Volete sapere la verità? Se lui avesse detto sì alla Juventus, avrebbe giocato per tanti anni in azzurro. Ricordo quella tournée americana, ricordo che qualche compagno - Rossi e Tardelli, mi sembra - gli chiesero se volesse uscire con loro dal ritiro, la sera. Roberto accettò l’invito senza avvisare Bearzot, era giovane e ingenuo, e la pagò cara perché qualcuno fece la spia. La Sampdoria a livello politico non veniva proprio calcolata, così la punizione fu severa come la polemica successiva. Ma la Nazionale gli è sempre rimasta nel cuore, ecco perché oggi è orgoglioso di allenarla. Noi, da pendolari del pallone, lo abbiamo sempre seguito, soprattutto quando rappresentava l’Italia. Mio marito ha un senso patriottico da grande sportivo: era un atleta, correva nel mezzofondo ai campionati nazionali".

"Punterà su quel ragazzo un po’ matto, Balotelli, che al City e all’Inter ha vinto tanto con lui. Bisogna crederci", spiega papà Aldo. "SuperMario dividerà il popolo italiano, perché non tutti riusciranno ad amarlo, ma è un talento vero, forse l’unico dei tempi nostri. Ha commesso degli errori durante la sua carriera ma con l’aiuto di Roberto può ripartire proprio grazie all’azzurro. Al City, l’anno del titolo in Premier, Balotelli inventava i gol di Aguero. Sono certo che se ci fosse stato lui nei due spareggi contro la Svezia, l’Italia sarebbe andata al Mondiale. Ha carattere, fisico, talento, colpo di testa: ditemi nel panorama di oggi come si può rinunciare a un attaccante del genere". E poi il primo consiglio da papà tifoso. "Punti su Chiesa, il mio Roberto, perché lo vidi un paio d’anni fa con la Fiorentina e gli dissi subito che avrebbe fatto carriera. Ha voglia e determinazione, lo vedo sempre rabbioso in campo, questa è una qualità che non si trova più in giro e lo sapete perché? Perché in Italia non si gioca più per la strada, nemmeno a Jesi, dove gestisco la scuola calcio intitolata a mio figlio. La Federcalcio deve aiutare i settori giovanili, li deve sostenere, facciamo sacrifici enormi per portare i bambini a giocare". 

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