Scontri prima di Inter-Napoli, nuovi indagati: c'è anche il figlio del fondatore dei Boys Caravita

di Redazione FcInterNews.it
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Ci sono altri indagati per gli scontri avvenuti prima della partita Inter-Napoli del 26 dicembre scorso, scontri in cui ha perso la vita il tifoso varesino Daniele Belardinelli. Le indagini della questura di Milano hanno già portato a individuare 23 persone coinvolte negli scontri, con tre persone in carcere - Marco Piovella, Francesco Baj e Simone Tira - e un altro tifoso, Luca Da Ros, scarcerato dopo il contributo dato alla ricostruzione di quella serata nera del calcio. E tra i nuovi indagati - rivela La Repubblica - c'è anche Alessandro Caravita, il figlio di Franco, lo storico fondatore e capo dei Boys, una delle componenti più forti della curva nerazzurra.

Da quanto si è appreso, diversi tifosi interisti sarebbero stati contattati dalla questura per nominare un difensore di parte in vista dell'autopsia sul corpo di Belardinelli: fino a quando non sarà chiaro il numero degli indagati - e a tutti non sarà stato notificato quell'atto - infatti, non è possibile procedere per legge a esami irripetibili. La procura sta quindi agendo ad ampio raggio, con avvisi di garanzia a tutela delle indagini: è così, quindi, che tifosi che finora erano stati convocati solo in qualità di testimoni avrebbero appreso di essere stati nel frattempo iscritti nel registro degli indagati. Tra questi anche Alessandro, da poco 18enne, figlio del portavoce della curva, che era già stato sentito in questura nei giorni scorsi come testimone. Il 15 gennaio intanto sarà conferito l'incarico ai consulenti tecnici nominati dalla procuratrice aggiunta Letizia Mannella e dai pm Michela Bordieri e Rosaria Stagnaro per effettuare l'autopsia.

Per tutti quelli già noti l'accusa è di rissa aggravata e omicidio volontario. Nelle ricostruzioni della procura, infatti, quella sera i tifosi interisti - con l'appoggio dei gemellati di Varese e Nizza - organizzarono un vero agguato alla carovana di minivan di tifosi napoletani che stava cercando di raggiungere lo stadio di San Siro senza farsi intercettare dalla polizia, per evitare così i controlli.


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