Venerdì 13 marzo 2020, ore 11.10 circa. Comunicato Uefa: "Alla luce degli sviluppi dovuti alla diffusione del COVID-19 in Europa e delle relative decisioni prese da diversi governi, tutte le partite delle competizioni UEFA per club in programma la prossima settimana vengono posticipate.
Ciò include le rimanenti partite di UEFA Champions League, Round of 16 di ritorno, in programma il 17 e 18 marzo 2020; tutte le partite di UEFA Europa League, Round of 16 dell'andata, in programma il 19 marzo 2020; tutte le partite della UEFA Youth League, quarti di finale in programma il 17 e 18 marzo 2020.
Ulteriori decisioni su quando si svolgono queste partite saranno comunicate a tempo debito.
A seguito dei rinvii, anche i sorteggi dei quarti di finale di UEFA Champions League e UEFA Europa League previsti per il 20 marzo sono stati rinviati.
La UEFA ha invitato ieri rappresentanti delle sue 55 federazioni associate, insieme ai consigli dell'Associazione europea dei club e delle leghe europee e un rappresentante della FIFPro, a una riunione di videoconferenza martedì 17 marzo per discutere la risposta del calcio europeo all'emergenza". 

Finalmente. Dopo incomprensibili tentennamenti ed inutili differenziazioni tra pericolosi match a porte aperte, tristi gare a porte chiuse e dolorose ma necessarie partite rinviate, la Uefa ha preso coscienza - con colpevole ritardo - della gravità dell’emergenza Coronavirus che sta pian piano colpendo in maniera diretta anche il calcio. Ad Aleksander Čeferin non è bastata l’allarmante definizione di “pandemia” sdoganata dall’Oms lo scorso 11 marzo per sottolineare la gravità di un problema sanitario che sta bloccando l'Italia, invadendo l'Europa e spaventando il mondo. Ma non la Uefa. Almeno fino alla mattinata di ieri, quando il massimo organo calcistico europeo ha rotto il silenzio ufficializzando il rinvio a data da destinarsi delle partite di Champions ed Europa League dopo una ‘presa di tempo’ inutile e dannosa, che non ha fatto altro che peggiorare la situazione in un momento di assoluta emergenza globale. 

La gestione della Uefa è stata sciagurata e criminale. Poche ore prima di assistere all’inspiegabile esodo dei tifosi dell’Atletico Madrid all’Anfield di Liverpool (la Capitale spagnola in questo momento è uno dei più alti centri di contagio in Europa), erano arrivate le pesanti parole del presidente del Getafe Angel Torres che si rifiutava categoricamente di viaggiare con il suo club a Milano per la sfida di Europa League con l’Inter. Alla fine la partita di San Siro è stata rinviata, così come la sfida tra Siviglia e Roma. Mentre nella serata di giovedì il resto del torneo andava inspiegabilmente avanti, con sei partite regolarmente disputate. La notizia della positività di Daniele Rugani non ha inoltre convinto la Uefa a sospendere tutto, ma solo a rinviare i match di Champions tra Juventus e Lione e Manchester City e Real Madrid (altro club obbligato alla quarantena) con annessa conferance call annotata in agenda per il 17 marzo. Tanta confusione generale, tante decisioni incoerenti. Come dimostra quanto successo fuori dal Parco dei Principi di Parigi dopo la vittoria del Paris Saint-Germain sul Borussia Dortmund: stadio chiuso, ma migliaia di tifosi accalcati fuori dall’impianto che festeggiano e si abbracciano in nome della qualificazione, sbeffeggiando la salute pubblica.

Bisognava semplicemente stoppare tutto. Senza ‘se’, senza ‘ma’, senza distinzioni.  

Stesso errore e stesso film già visto in Italia e in Serie A, con la Lega Calcio e il presidente Paolo Dal Pino autori di scelte più che discutibili che hanno acceso infinite polemiche e infiammato i botta e risposta. Uno su tutti quello con il numero uno dell’Inter Steven Zhang, che nella notte tra il 2 ed il 3 marzo (dopo aver vissuto e combattuto da vicino l’emergenza Coronavirus nella sua Cina) dava al pari grado della Lega l’appellativo di “clown” scatenando una patetica corsa pubblica alla moralità che ha portato colpevolmente a sviare dal concetto principe del discorso: la salute è al primo posto. Rinviare una partita (in quel caso Juventus-Inter) di 24 o 48 ore - e permetterne addirittura la disputa a porte aperte solo in nome “dello spettacolo del nostro calcio”, dei profitti economici legati a sponsor e diritti tv, facendo per giunta leva sul patetico sfruttamento della scadenza di un decreto governativo - è una pazzia inconcepibile. Un crimine contro la salute pubblica, esercitato (anche se in tempi e modi differenti) sia dalla Lega Calcio che dalla Uefa. Inutile nascondersi. Per dirla con una proporzione, Dal Pino:Lega=Čeferin:Uefa. 

“È un argomento per chiunque nel mondo, non importa se è un tifoso dell’Inter o della Juventus. La sicurezza è la cosa più importante in assoluto. È la cosa più importante per te, per la tua famiglia e la nostra società”. In netto anticipo, tra il 2 e il 3 marzo, Steven, il “bambino miliardario”, dava una lezione a clown e criminali. Con la salute non si scherza, adesso è l'ora di combattere. 

"Oggi e sempre, insieme come una squadra".
[Steven Zhang]

Sezione: Editoriale / Data: Sab 14 marzo 2020 alle 00:00
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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