Seppur per motivi diversi e in modo differente, ho analizzato l'argomento già tempo fa. Ricevendo tante critiche, altrettanti insulti, ma quello che ho visto nei primi minuti di Inter-Genoa l'ho trovato molto grave, triste soprattutto. "Silenzio per 45 minuti: chi non corre , lotta, non fa gruppo e non ama l’Inter, a gennaio può andare via. Perché se continuate così vi rompiamo il c..o".

Questo il messaggio della Curva Nord all'indirizzo dei calciatori, che si è poi ripetuta nel corso della gara invitando Stefano Pioli ad agire di conseguenza. Ovviamente in modo duro, a dir poco sopra le righe. Sono sincero, ci ho pensato parecchio prima di dedicare altro spazio a questo settore, ma di fronte a queste parole e a questo comportamento non ce l'ho fatta a resistere. Vero, negli anni passati è successo anche di peggio (ovviamente non mi riferisco solamente al tifo organizzato dell'Inter), ma queste frasi mi hanno colpito. Anzi, direi stancato.

E lo dico da sostenitore convinto della tesi secondo la quale tantissime difficoltà venutesi a creare in questa prima parte di stagione vedono proprio nei giocatori i primi responsabili. Ma c'è un limite a tutto. Pertanto mi è tanto dispiaciuto vedere uno striscione del genere allo stadio. E non uno stadio qualunque, ma il 'Meazza'. Per me il più bello d'Italia, forse d'Europa. "Vi rompiamo il c..o", ma cosa vuol dire? Che frase sarebbe? Non esiste. Nella maniera più assoluta.

L'ho sempre detto e ammesso: non ho nulla in comune con il mondo ultrà e mi piacerebbe che in Italia, oltre agli stadi obsoleti, cambiasse anche il modo di sostenere le proprie squadre e di fare il tifo. Non mi piacciono le Curve e mai cambierò idea, anche se non posso nascondere che gli aspetti positivi, che talvolta creano anche emozioni, derivanti da questo settore non siano certamente pochi.

Ma quando assisto a scene di questo tipo tutte le cose buone fatte, le grandi coreografie, l'incitamento continuo, beh... per me valgono meno di zero. In questo mondo, quello del calcio, determinati episodi non servono assolutamente a nulla. Fanno solo del male. E forse bisognerebbe iniziare a ridimensionare questo contesto, questi settori, questa fetta. Perché tali comportamenti, questi messaggi, sono vera e propria violenza.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 17 dicembre 2016 alle 00:00
Autore: Francesco Fontana / Twitter: @fontafrancesco1
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