A voler essere presuntuosi, si potrebbe sostenere che l'Inter abbia deciso di illudere la Roma, concedendole un primo tempo in vantaggio, solo per il gusto di ribaltarla nel secondo tempo. Strategia sadica frutto della noia dell'essere troppo superiore al punto da scegliere di complicarsi la vita per darsi ulteriori motivazioni. Come dire: la vinco anche con l'handicap. Ma la realtà è che questa squadra non è presuntuosa, bensì consapevole delle proprie forze al punto di permettersi anche un eccesso di relax. Non va bene, sia chiaro, perché il livello di concentrazione deve rimanere sempre alto ma stiamo pur sempre parlando di esseri umani, pur avendo a volte le.sembianze dei supereroi. Ed è così che all'Olimpico,qualche ora prima di conoscere il vincitore di Sanremo (in questo momento ancora un mistero), i nerazzurri commettono un paio di stecche ma poi, dopo il tè caldo, suonano la loro inebriante sinfonia, un crescendo che ipnotizza la Roma e gran parte dell'Olimpico e a tratti diventa martellante, con tutti gli strumenti che lavorano all'unisono finché è necessario.

Campo pesante, pioggia battente, avversari entusiasti e in salute: tutti gli ingredienti per far trascorrere una brutta serata all'interista. La rete di Acerbi sembra allontanare i nuvoloni dopo un buon avvio dei padroni di casa, poi le già girate stecche che piegano la miglior difesa d'Italia e al top in Europa. Da non credere. Ma da non credere è anche la cattiveria con cui gli stessi undici in divisa bianca si presentano in campo. Una prova di forza che ribalta il risultato e stordisce i giallorossi, increduli di fronte a cotanta tempesta e incapaci di trovare riparo. Una reazione tecnica ed emotiva guidata da Marcus Thuram, 9 di numero e di fatto (perché alla fine aveva ragione Piero), ma soprattutto da una fluidità di manovra ritrovata, con il pallone che danza sull'acqua anziché frenare. 

Non è dato sapere se nel corso dell'intervallo abbiano avuto più effetto le parole inviate da Simone Inzaghi, fremente da squalificato in tribuna, le ramanzine del sergente Farris o gli incroci di sguardi tra i calciatori, dopo l'uno due della Roma. Fatto sta che l'Inter del secondo tempo non solo legittima il primato in classifica, ma conferma di essere quasi inarrivabile per chiunque in campionato soprattutto per la manifesta superiorità che pone in vetrina anche in serate apparentemente poco brillanti. A tratti è sembrato di rivedere la.ripresa al Meazza contro il Benfica, quando i nerazzurri sono tornati sul rettangolo di gioco con la bava alla bocca e una fame atavica. Prima l'illusione (per gli altri), poi niente prigionieri. Puro sadismo.

PS - Thuram un gol e mezzo, Lukaku lo ha incrociato solo Sommer, uscendo a fare due passi. Vero che non c'è più nessuno che fa questo confronto? Vero?

Sezione: Editoriale / Data: Dom 11 febbraio 2024 alle 00:00
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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